Un'agenzia ha ritirato annunci già in onda perché l'IA di Meta ci aveva aggiunto link, traduzioni e immagini che nessuno aveva chiesto. Con le nuove Condizioni commerciali, un errore di quel tipo è responsabilità di chi fa le inserzioni. Cioè del tuo cliente, e in pratica tua.
Cosa cambia nelle Condizioni commerciali Meta per le funzioni IA?
Le Condizioni commerciali in vigore, datate 6 marzo 2024, non parlano di intelligenza artificiale. Quelle nuove, che si leggono già in anteprima in italiano, hanno un paragrafo intitolato «Funzioni IA».
Dice tre cose. Meta può usare o rendere disponibili funzioni di IA che aiutano a «ottimizzare, migliorare o creare Contenuti». Quelle funzioni «potrebbero commettere errori». E l'utente «è il solo responsabile e si assume tutti i rischi» associati alle funzioni e a qualsiasi contenuto risultante, compresa la valutazione della sua idoneità.
Subito dopo ci sono due righe nuove: l'utente non deve togliere i watermark o i metadati che indicano un contenuto generato dall'IA, ed è il solo responsabile di software e servizi di terzi che usa o autorizza.
La settimana scorsa Adweek ha raccontato i casi concreti: l'IA di Meta che aggiunge sitelink, traduce i testi e genera immagini negli annunci attivi, con le opzioni nascoste in menu chiusi. L'agenzia Exverus ha ritirato annunci per ripulirli. Meta ha risposto che sta solo unendo i termini sull'IA generativa che aveva già a quelli principali, e che ogni funzione Advantage+ si può spegnere in Gestione inserzioni.
Da quando valgono, 30 ottobre o 20 novembre?
Qui le fonti non coincidono, e lo scrivo così com'è. Il 23 ottobre un portavoce di Meta ha detto a Reuters che l'entrata in vigore delle Condizioni commerciali e di quelle per le inserzioni self-service passa dal 30 ottobre al 20 novembre 2026, come riporta PPC Land. Il motivo dichiarato è avere più tempo per spiegare cosa cambia e cosa no. Di un testo nuovo non ha parlato.
Oggi, 26 ottobre, però, la pagina italiana dice ancora «30 ottobre 2026», sia in testa sia in fondo. Io lavoro con il 20 novembre come data probabile e il 30 ottobre come data scritta.
Una correzione rispetto a quello che ti ho scritto lunedì scorso: oggi anche la versione italiana ha tolto l'addestramento dalla clausola sui crawler. La scansione dei siti resta, per i prodotti pubblicitari e aziendali.
Chi risponde se Advantage+ cambia l'annuncio di un cliente?
Sulla carta, l'inserzionista. La clausola non distingue fra la funzione che hai acceso tu e quella che Meta ha applicato da sola: parla di funzioni che Meta «può usare o rendere disponibili». Prima, secondo Adweek, la responsabilità valeva quando sceglievi di usare gli strumenti IA.
Il punto per te è che l'account non lo gestisce il cliente. Lo gestisci tu. Le Condizioni, già oggi, chiedono a chi accede per conto di altri di garantire di avere l'autorità per vincolarli. Sei tu che accetti i termini continuando a lavorare, e sei tu che vedi, o non vedi, cosa ha aggiunto l'IA.
Quando un annuncio tradotto male o un'immagine inventata arriva al cliente, la domanda non sarà «cosa dice Meta». Sarà «tu lo sapevi?». E Advantage+ Meta ha molte funzioni, accese per campagna o per annuncio, che cambiano nel tempo.
C'è anche un lato preventivi. Il controllo di quello che produce l'IA è lavoro: guardare le anteprime, spegnere, ricontrollare dopo ogni aggiornamento. Se oggi è dentro la gestione mensile senza essere nominato, non lo stai facendo pagare.
Cosa fare sugli account Meta dei clienti prima del 20 novembre?
- Fai la mappa delle funzioni IA accese, account per account: quali miglioramenti creativi Advantage+ sono attivi su quali annunci. Un foglio con cliente, campagna, funzione, stato e data.
- Riguarda gli annunci attivi con le anteprime di tutti i posizionamenti: testi riscritti, traduzioni, immagini generate, link aggiunti. Parti dai clienti in settori dove una frase sbagliata pesa, come sanità, finanza e alimentare.
- Metti una riga nel contratto o nell'ordine di lavoro: chi decide quali funzioni IA restano accese, chi approva, ogni quanto si ricontrolla. Bastano tre righe, ma scritte.
- Manda al cliente una nota breve con le due date, il testo della clausola e la tua proposta. La decisione su quanto automatizzare è sua: tu gli dai gli elementi.
Quali errori evitare con la clausola IA di Meta?
Spegnere tutto per principio. Alcune funzioni portano risultati, e il cliente te lo farà notare. Il punto è sapere cosa è acceso e averlo deciso, non rinunciare all'automazione.
Aspettare la versione definitiva. Meta ha detto che rinvia per spiegare, e di modifiche al testo non ha parlato. Il paragrafo sulle funzioni IA è lì da settimane, e la mappa degli account ti serve in ogni caso.
Il contratto lo scrive Meta. Cosa resta acceso sugli account dei tuoi clienti, invece, lo puoi ancora decidere tu.
Fonti: Meta — Condizioni commerciali aggiornate, versione italiana (anteprima) · Meta — Condizioni commerciali in vigore dal 6 marzo 2024 · Adweek — Advertisers pull Meta ads that had unwanted AI glow-ups · PPC Land — Meta delays website-crawling terms to Nov 20 after publisher complaints (23/10/2026)
Articolo scritto con un assistente AI a partire da fonti primarie, pubblicato in automatico e riletto da Stefano Scaffidi Domianello dopo la pubblicazione. Segnalazioni: stefano@scafnet.it