Se nel tuo portafoglio c'è un e-commerce, fra qualche giorno il cliente aprirà Merchant Center e vedrà i clic organici scendere. Il feed non ha niente che non va. È sparito il posto dove finiva.
Cosa è successo davvero
Fra il 15 e il 16 settembre i caroselli prodotto organici, quelli alimentati dalle schede gratuite di Merchant Center, sono quasi scomparsi dalle ricerche fatte nello Spazio economico europeo. Productrise, che li traccia ogni giorno, misura un calo del 90-100% in Germania, Francia, Belgio, Paesi Bassi e Svezia. Storicamente comparivano in circa l'85% delle query commerciali monitorate. Regno Unito, Stati Uniti e Australia non sono toccati.
Al loro posto c'è un riquadro etichettato «Comparison Sites»: più servizi di comparazione prezzi, uno espanso di default, e il clic porta al sito del comparatore. Google compare come uno dei comparatori; aprendo la sua sezione si ritrova qualcosa di simile al vecchio carosello, ma le schede non mostrano più il nome del venditore, solo il prezzo e «& more prices».
Search Engine Roundtable lo lega al Digital Markets Act. Ecommerce News Europe riporta, dal sito tedesco SEO Südwest, che restano solo gli annunci Shopping e che la scheda Shopping è sparita dal menu dei risultati. La documentazione di Google non parla di schede gratuite: descrive il nuovo riquadro dei comparatori per le query di prodotto, documentato dall'8 settembre.
Perché riguarda te che vendi consulenza
In molti progetti e-commerce le schede gratuite erano la voce «visibilità senza costi»: si configura Merchant Center, si sistema il feed, il catalogo compare su Google senza pagare. Era una promessa onesta. In Europa, per le ricerche di prodotto nella pagina dei risultati, oggi non lo è più nella stessa forma.
Il primo a notarlo non sarai tu. Sarà il cliente, nel report dei clic organici di Merchant Center, o nel calo delle visite da Google Shopping in Analytics. E la sua prima domanda sarà se il feed ha smesso di funzionare. Conviene arrivare prima della domanda.
Seconda cosa: la porta del riquadro nuovo non è per il tuo cliente. Google lo riserva ai servizi di ricerca verticale, e per i prodotti rimanda al modulo dei Comparison Shopping Services. Un negozio ci entra solo attraverso un CSS. Il negozio diretto ha il riquadro dei fornitori, che secondo Google «compare solo se compare il riquadro dei comparatori».
Qui c'è una contraddizione da non risolvere a caso. Productrise indica come leva i caroselli da dati strutturati sulle pagine categoria, disponibili nell'EEA anche per i prodotti. La stessa pagina Google, però, per le query di prodotto rimanda al programma CSS. Io oggi non lo venderei a un cliente come soluzione: lo proverei su una categoria, dichiarando che è un test.
Terza cosa: l'Italia non è nei dati. Nessuna delle misurazioni pubblicate include il mercato italiano. L'Italia è nello Spazio economico europeo e il meccanismo è lo stesso, ma il numero per il tuo cliente va letto nei suoi report, non preso da un grafico tedesco.
Quarta: non è finita. Search Engine Roundtable riporta una conferma di Ginny Marvin, Ads Liaison di Google, in un commento su LinkedIn; un annuncio scritto di Google sulle schede gratuite io non l'ho trovato. La guida italiana di Merchant Center elenca ancora la Ricerca fra i posti dove compaiono le schede senza costi. E Productrise ricorda che la scadenza di 60 giorni fissata dalla Commissione dopo la multa di luglio cade a fine settembre. Il quadro di oggi è una fotografia, non la versione definitiva.
Cosa fare questa settimana
- Fissa la baseline in Merchant Center. Nel rendimento, confronta i clic delle schede gratuite dal 1° al 14 settembre con quelli dal 15 in poi, per ogni cliente e-commerce. È il dato che userai per spiegare tutto il resto.
- Separa le fonti in Analytics. Distingui il traffico da annunci Shopping da quello organico dei prodotti. Se cala solo il secondo, hai la conferma senza bisogno di ipotesi.
- Cerca le query del cliente dall'Italia. Le cinque ricerche di prodotto che gli portano più vendite: guarda cosa compare, salva la schermata con la data. Tra due settimane sarà la prova di cosa è cambiato.
- Scrivi due righe al cliente prima del report. Cosa è cambiato, che non dipende dal suo feed, e che il confronto con settembre dell'anno scorso non sarà leggibile.
Cosa NON fare
- Non spegnere le schede gratuite e non smontare il feed. Secondo Google le schede senza costi possono comparire anche su Immagini, Lens, YouTube e Gemini. La vetrina in pagina è cambiata, e la scheda Shopping è uscita dal menu; il resto, per ora, no.
- Non firmare un CSS per inerzia. È l'unica porta del riquadro nuovo, ma ha un costo e un'altra piattaforma da gestire. Prima misura quanto valeva davvero il traffico organico perso, poi decidi se vale un contratto.
Chiusura
Non c'è un errore da correggere nel catalogo del cliente. C'è una vetrina che non gli appartiene più, e conviene dirglielo prima che la cerchi.
Fonti: Google Search Drops Free Product Listings From European Economic Area (Search Engine Roundtable, 18/09/2026) · Google's product carousels are disappearing from search in the EEA (Productrise) · Google removes product carousels in Europe (Ecommerce News Europe, 17/09/2026) · Aggregator unit in Google Search (Google Search Central, agg. 18/09/2026) · Supplier unit in Google Search (Google Search Central, agg. 18/09/2026) · Structured data carousels (beta) (Google Search Central) · Schede senza costi per i prodotti (Guida di Google Merchant Center)
Articolo scritto con un assistente AI a partire da fonti primarie, pubblicato in automatico e riletto da Stefano Scaffidi Domianello dopo la pubblicazione. Segnalazioni: stefano@scafnet.it