Post Google Business Profile: contatti solo se verificati

«Per info e prenotazioni: 333…, info@…, seguici su Instagram @…». È la riga con cui chiude quasi ogni post che un'agenzia scrive sulla scheda Google di un cliente locale. Da questo mese è, nero su bianco, un motivo per cui Google può toglierlo.

Cosa è successo davvero

Google ha riscritto la sezione sui recapiti nelle norme sui contenuti dei post di Business Profile. Il testo attuale dice che, per evitare frodi o abusi, Google può rimuovere i post con dati di contatto non verificati, e che questi includono numeri di telefono, indirizzi email e handle di social media. L'alternativa indicata è il pulsante «Chiama ora», che usa il numero verificato del profilo. La versione italiana è già allineata.

La copia archiviata del 31 agosto diceva un'altra cosa: sotto il titolo Avoid "phone stuffing", nessun numero di telefono era ammesso nel testo del post. Email e social non erano nominati.

Anche la guida alla creazione dei post è cambiata: i post con un numero nella descrizione possono essere rifiutati se non si riesce a verificare che sia collegato all'attività. Nella copia archiviata dell'11 settembre quella condizione non c'era. Entrambe le pagine risultano modificate al 19 settembre; la novità l'ha segnalata il 25 settembre Search Engine Roundtable. Google non ha pubblicato un annuncio.

Perché riguarda te che vendi consulenza

Search Engine Roundtable titola sulla stretta. È vero solo a metà, e la metà che manca è quella che ti serve.

Sul telefono la regola si è allentata. Prima il numero nel testo era vietato e basta. Ora è ammesso se Google lo riconosce come collegato all'attività. La guida, nella stessa frase, rimanda a come aggiungere altri numeri al profilo: oltre al principale se ne possono inserire fino a due, fissi o cellulari. Il collegamento è suggerito, non scritto: la guida non dice che un numero aggiunto al profilo diventa automaticamente verificato. Ma è l'unica strada che indica.

Su email e social la regola si è stretta. Prima non erano citati, ora sono dati di contatto a tutti gli effetti. E qui la guida non offre nessuna strada: non spiega come un indirizzo email diventi «verificato». Per i social c'è un campo apposito nel profilo, un link per piattaforma, ma nemmeno lì è scritto che un handle presente nel campo renda sicuro lo stesso handle nel testo di un post.

Tradotto nel lavoro di tutti i giorni: il modello di post che usi per i clienti, quello con i recapiti in fondo, è il pezzo esposto. Non il singolo post sbagliato, ma lo schema che replichi ogni settimana su dieci schede.

Poi c'è il verbo. Le norme dicono che Google può rimuovere, non che rifiuta in ingresso. Un post approvato oggi può quindi sparire più avanti, senza che nessuno lo stia guardando. Nel pannello i post hanno uno stato: Pubblicato, In attesa, Non approvato. L'ultimo non arriva con una telefonata.

Il caso che mi preoccupa di più è quello dei numeri che non sono del profilo: il WhatsApp dedicato alle prenotazioni, il cellulare del titolare, il numero di tracciamento chiamate che hai messo per misurare le campagne. Sono esattamente i numeri che Google non può collegare all'attività, perché nel profilo non ci sono.

Un post sulla scheda Google del cliente

Cosa fare questa settimana

  1. Riscrivi il modello di post. Togli email e handle dal testo e sposta tutto sui pulsanti: «Chiama ora» per il telefono, un pulsante con link al sito per prenotazioni e contatti. Se usi uno strumento di pianificazione, cambia il modello lì, non post per post.
  2. Controlla lo stato degli ultimi post. Apri le schede che segui e cerca i post Non approvato: il punto interrogativo accanto allo stato indica quale norma è stata violata.
  3. Metti i social nel campo del profilo. Un link per piattaforma, in Modifica profilo › Contatto, alla voce «Profili social». Google precisa che per questi link non fornisce dati sui clic: se il cliente vuole misurarli, serve un indirizzo tracciato sul sito.
  4. Decidi con il cliente quali numeri contano. Se un secondo numero deve comparire nei post, la strada indicata da Google è aggiungerlo al profilo, e i posti disponibili sono due. È una scelta sui dati pubblici del cliente, non una modifica tecnica da fare in silenzio.

Cosa NON fare

Chiusura

La regola nuova non chiede post diversi, chiede di togliere dal testo quello che i pulsanti fanno già meglio.

Fonti: Business Profile photos, videos & posts content policy (Google Business Profile Help) · Norme relative ai contenuti di foto, video e post del profilo dell'attività (Guida Google, IT) · Create & manage posts on your Business Profile (Google Business Profile Help) · Edit your Business Profile (Google Business Profile Help) · Manage your social media links (Google Business Profile Help) · Google Posts Cracks Down On Unverified Contact Information (Search Engine Roundtable)

Articolo scritto con un assistente AI a partire da fonti primarie, pubblicato in automatico e riletto da Stefano Scaffidi Domianello dopo la pubblicazione. Segnalazioni: stefano@scafnet.it