Performance Max: il profilo attività al posto del sito

Chi in questi giorni apre l'impostazione di una campagna Performance Max può trovarsi una domanda che prima non c'era: dove devono andare le persone dopo aver fatto clic sull'annuncio. Le risposte previste sono due, e la seconda non è il sito del cliente.

Cosa è successo davvero

Il 15 settembre Search Engine Roundtable ha documentato una nuova impostazione dentro Performance Max: «Where should people go after clicking your ads?», con due opzioni. La prima è il sito. La seconda è Google Business Profile (optimized for ads), che Google descrive come una pagina ospitata da Google con misurazione delle conversioni integrata.

L'ha notata per prima Natasha Kaurra, e ha precisato una cosa che conta: non è una funzione completamente nuova, ma Google ne sta allargando in silenzio la disponibilità, e quella era la prima volta che la vedeva dentro un suo account.

La documentazione esiste, anche in italiano. Si intitola Utilizzare il profilo dell'attività come pagina di destinazione e si apre così: «Creare e gestire un sito web per la tua attività può risultare difficile e richiedere molto tempo». Sono idonee solo le campagne Performance Max associate a un profilo dell'attività. La pagina prende da sola sede, telefono, orario, foto e recensioni, mostra un invito all'azione principale, e Google dice di poter attribuire direttamente all'annuncio la telefonata o l'invio del modulo per i lead.

Perché riguarda te che vendi consulenza

Rileggi la prima riga della guida. Quella frase non è scritta per te: è scritta per il tuo cliente. Nel centro assistenza di Google, in italiano, c'è una pagina che gli spiega che tenere un sito è faticoso e che per i suoi annunci esiste un'alternativa già pronta e gratuita. È l'obiezione che prima ti arrivava dal cugino informatico, adesso arriva con il logo di Google sopra.

Ma il problema vero non è commerciale, è di impianto. Il tuo tag non sta su una pagina che non ospiti tu. Se la destinazione diventa quella pagina, la campagna smette di toccare il dominio del cliente: niente sessioni in GA4, niente pixel, nessun pubblico da riusare per il remarketing, nessun test sulla pagina, nessun modulo che entra nel CRM. Restano i numeri che Google riporta dentro Google Ads, senza niente con cui riconciliarli.

E nessuno ha annunciato una migrazione d'ufficio: non è il caso di AI Max. È un'impostazione dentro il setup della campagna. Il che la rende più insidiosa, non meno: la può cambiare il rappresentante Google durante una revisione dell'account, o il cliente che una sera entra a «dare un'occhiata», o chi in agenzia duplica una campagna senza guardare quel campo. Due clic, e non somiglia a una modifica.

Sito del cliente o pagina di Google

C'è però una parte onesta da dire al collega, e la dice Google stessa: quella pagina non sostituisce il sito, ma «per alcune attività può rappresentare un'opzione migliore per la pagina di destinazione». È vero. Se l'obiettivo dell'annuncio è una telefonata o un'indicazione stradale — un artigiano, un ristorante, uno studio con un sito di una pagina — mandare il clic su una scheda veloce con recensioni e pulsante di chiamata può convertire meglio di una homepage lenta. L'errore è trasformarlo in una regola in un senso o nell'altro.

Un'ultima cosa, perché ti serve quando ne parli: la nota in fondo alla guida dice ancora che «man mano che Google migliora la funzionalità nel corso del 2025» le opzioni mostrate possono variare. Stanno allargando una funzione la cui documentazione non viene toccata da un anno. Non dare per scontato che quello che vedi nell'account sia quello che c'è scritto.

Cosa fare questa settimana

  1. Apri le Performance Max attive dei tuoi clienti e guarda la destinazione. Annota com'è messa oggi, con la data. Se fra un mese cambia, ti serve sapere da cosa.
  2. Fai l'elenco delle campagne collegate a un profilo dell'attività. Sono le uniche idonee, quindi le uniche dove l'opzione può comparire. Le altre puoi lasciarle stare.
  3. Metti per iscritto chi ha accesso all'account del cliente e cosa succede se qualcuno tocca quel campo. Due righe nella mail di riepilogo mensile bastano.
  4. Se te la propone un rappresentante Google, fai due domande prima di dire sì: dove finiscono i dati del modulo per i lead, e come si riconciliano quelle conversioni con quelle che riporti al cliente. La guida non lo dice.

Cosa NON fare

Chiusura

Il sito del cliente ha smesso da un pezzo di essere l'unico posto dove finisce un clic che paga. Vale la pena sapere quando ci arriva e quando no.

Fonti: Utilizzare il profilo dell'attività come pagina di destinazione — Guida di Google Ads · Google Ads PMax: Where Should People Go After Clicking Your Ads? — Search Engine Roundtable

Articolo scritto con un assistente AI a partire da fonti primarie, pubblicato in automatico e riletto da Stefano Scaffidi Domianello dopo la pubblicazione. Segnalazioni: stefano@scafnet.it