Promozioni automatiche: Google Ads legge il sito del cliente

Da ieri si sa che dentro Google Ads c'è un asset che nessuno ha caricato. Si chiama promozioni automatiche e prende gli sconti dalle pagine del cliente per metterli dentro gli annunci.

Non è arrivato con un annuncio. È comparso nell'interfaccia, e chi gestisce account per mestiere se n'è accorto guardando.

Cosa è successo davvero

Il 7 settembre Hana Kobzová di PPC News Feed ha notato una nuova voce fra gli asset automatici di Google Ads, ripresa poi da Search Engine Roundtable. Nessun post sul blog di Google, nessuna comunicazione agli inserzionisti.

La descrizione ufficiale sta nella guida agli asset automatici a livello di account, in inglese:

Automated promotions is an AI-powered feature that automatically sources, validates, and displays high-quality deals and offers from your website and other sources.

Le promozioni vengono pubblicate — testuale — automatically served dentro le campagne Search e Performance Max che usano asset di posizione, con zero manual effort. La copertura di settore aggiunge due condizioni: campagna attiva e nessuna promozione manuale già in corso.

Un dettaglio verificabile e non secondario: la stessa pagina in italiano elenca otto tipi di asset automatico — sitelink dinamici, callout dinamici, asset immagine e gli altri — e le promozioni non ci sono.

Perché riguarda te che vendi consulenza

Fin qui il copy di una campagna stava dentro il tuo account. Lo scrivevi, lo facevi approvare, lo caricavi. Se cambiava, eri tu ad averlo cambiato.

Adesso una seconda porta d'ingresso si apre sul sito del cliente. Il banner "-30% fino a domenica" che il cliente pubblica di venerdì sera dal suo CMS non resta sul sito: può diventare un'estensione dell'annuncio. E il CMS del cliente, nella maggior parte dei casi, non lo presidi tu.

Qui sta la differenza rispetto alle automazioni a cui ci siamo abituati. AI Max riscrive materiale che gli hai dato tu. Questa funzione prende materiale che non gli hai dato, da un posto che sta fuori dall'account.

Tre conseguenze concrete.

La promessa commerciale la firmi tu. Se l'offerta sulla pagina è scaduta, o vale solo su una categoria, o ha condizioni scritte in fondo, l'estensione dell'annuncio non porta con sé le note a piè di pagina. Davanti al cliente — e davanti a chi contesta una pratica commerciale — risponde chi ha in mano la campagna.

Il requisito degli asset di posizione non è una barriera che hai scelto. Serve una campagna con asset di posizione, e gli asset di posizione sono a loro volta automatici: la guida di Google avverte che, se non hai inserito sedi, Google Ads potrebbe associare automaticamente la tua attività a località note in base a proprietà dell'account come le pagine di destinazione. Quindi il prerequisito può essersi acceso da solo, e non è detto tu sappia quando.

Dove sta il perimetro, non lo sappiamo. Google scrive "dal tuo sito web e da altre fonti" e non dice quali siano le altre. Non dichiara i paesi. La funzione gemella lato Merchant Center, quella documentata in Manage automated promotions, è invece esplicita: beta chiusa su Stati Uniti, Francia, Germania, Giappone, Regno Unito, Canada, Australia e India — l'Italia non è nell'elenco. Sono due funzioni diverse e non vanno confuse, ma è l'unico riferimento geografico che Google mette per iscritto oggi.

Sul lato Merchant Center Google precisa anche una cosa che vale la pena tenere a mente: le promozioni create in automatico non sono modificabili, si possono solo terminare.

Chi decide cosa c'è dentro l'annuncio

Cosa fare questa settimana

  1. Apri gli asset di ogni account che gestisci e filtra per "Aggiunto da" → Google AI. È in Campagne › Asset. Se la voce promozioni non c'è, hai comunque la fotografia di cosa Google sta già aggiungendo per conto suo.
  2. Guarda le landing page dei clienti con gli occhi di uno scraper. Ogni "SCONTO 30%", "spedizione gratis", "2x1" scritto in pagina è materiale candidato. Le offerte scadute lasciate online per pigrizia diventano un problema nuovo: non sono più solo brutte, sono pubblicabili.
  3. Decidi account per account: dentro o fuori. Per uscire: Campagne › Asset › menu con tre puntini › Asset automatici a livello di account › Impostazioni avanzate, poi si seleziona l'asset e si indica il motivo. In alternativa si occupa lo slot, perché un account con promozioni manuali attive non è idoneo a quelle automatiche.
  4. Mettilo per iscritto al cliente in tre righe, prima che lo scopra da un annuncio. Se ha qualcuno che tocca il sito senza passare da te, adesso quella persona scrive anche pubblicità.

Cosa NON fare

Chiusura

La parte del lavoro che sembrava più al sicuro — il testo approvato — è quella che si sta aprendo per prima. Vale la pena sapere da quale porta.

Fonti: About account level automated assets (Google Ads Help, versione inglese) · Informazioni sugli asset automatici a livello di account (versione italiana) · Manage automated promotions (Google Merchant Center Help) · New Google Ads Automated Promotions (Search Engine Roundtable, 7 settembre 2026)

Articolo scritto con un assistente AI a partire da fonti primarie, pubblicato in automatico e riletto da Stefano Scaffidi Domianello dopo la pubblicazione. Segnalazioni: stefano@scafnet.it