Se prepari analisi di mercato o benchmark di concorrenti per i clienti, probabilmente usi già deep research di ChatGPT. Da mercoledì scorso la stessa ricerca gira anche dentro ChatGPT Work, e lì non usa più la quota della ricerca: usa quella dell'agente, la stessa con cui produci il resto.
Cosa è successo davvero
Il 9 settembre OpenAI ha scritto nelle note di rilascio di ChatGPT che deep research è disponibile in ChatGPT Work e Codex. Cerca sul web, nei tuoi file e nelle app connesse supportate, e trasforma i risultati in un documento modificabile con citazioni. Si può chiedere anche una presentazione, un foglio di calcolo o un Site, a seconda degli strumenti disponibili.
È per gli utenti Plus, Pro, Business, Enterprise ed Edu che hanno accesso a Work, su web, desktop, iOS e Android. La nota dice che usa la quota Work/Codex esistente o i crediti, e che i limiti di deep research in Chat restano invariati.
Il giorno dopo, 10 settembre, la stessa pagina annuncia che Box, Dropbox e SharePoint stanno entrando nella Library di ChatGPT accanto a Google Drive, sia in Chat sia in Work: il rilascio è graduale.
La guida su deep research aggiunge che la disponibilità dipende da piano e Paese. Io non ho trovato un elenco dei Paesi: va verificato nel proprio account.
Perché riguarda te che vendi consulenza
La ricerca in sé non è nuova. È nuovo dove finisce: non più in un report da leggere, ma direttamente nel file che consegni. Questo sposta tre cose nel tuo lavoro.
La prima è il costo. In Chat la ricerca ha un contatore suo. In Work pesca dallo stesso serbatoio del lavoro dell'agente. La guida su Work e Codex dice che gli esempi di consumo pubblicati da OpenAI si basano su attività di programmazione e che l'uso di Work varia in base all'attività. Aggiunge che GPT-6 Astra può consumare la quota più rapidamente di GPT-5.6 Sol. Tradotto: quanto costa un benchmark di dieci concorrenti, oggi, non è scritto da nessuna parte. Se lo metti in un preventivo a corpo, il margine lo stai stimando al buio.
La seconda sono i dati. In Work la ricerca usa i file che fornisci, quelli dell'area di lavoro e le app autorizzate sul tuo account. Se hai collegato la cartella Drive o SharePoint di un cliente, è materiale disponibile. La guida è esplicita su un punto che molti freelance sottovalutano: su Plus e Pro le conversazioni possono essere usate per migliorare i modelli, a meno che tu non disattivi l'addestramento nei Controlli dei dati. Su Business, Enterprise ed Edu, per impostazione predefinita, no. E Work su web e mobile gira nel cloud.
La terza è l'aspetto del risultato. Una presentazione impaginata con le note a piè di pagina sembra un lavoro finito. OpenAI stessa scrive di aprire il file e verificare le citazioni prima di condividerlo. Il rischio non è che la ricerca sia scarsa: è che arrivi al cliente con la tua firma senza che nessuno l'abbia letta.
La mia posizione: per chi fa consulenza la funzione è utile solo se decidi prima dove farla girare. La ricerca esplorativa, quella che serve a te per capire, resta in Chat. Work ha senso quando il risultato è davvero un file da produrre, e quando hai già messo a budget i crediti.
Cosa fare questa settimana
- Controlla con che piano lavori sui file dei clienti. Se è un Plus o un Pro personale, apri i Controlli dei dati e verifica che l'addestramento sia disattivato. Due minuti, e lo sai.
- Misura una ricerca vera. Prendi un lavoro che hai già consegnato, rifallo in Work con deep research e guarda l'utilizzo indicato nell'account prima e dopo. È l'unico dato di costo che avrai.
- Nel prompt indica le fonti da usare e quelle da escludere. La guida dice che puoi farlo nell'attività: se hai collegato cartelle di clienti diversi, non lasciare la scelta al modello.
- Separa le due voci nel preventivo. Da una parte la ricerca, dall'altra la produzione del documento. Se una delle due esce dal budget di crediti, vedi quale.
Cosa NON fare
- Non girare al cliente il file generato come fosse la tua analisi. Le citazioni ci sono, ma vanno aperte. Il valore che il cliente paga è il giudizio su quelle fonti, non l'impaginazione.
- Non collegare le cartelle di tutti i clienti allo stesso account "per comodità". Deep research non scavalca i permessi, ma può usare le fonti supportate a cui il tuo account ha accesso. Più collegamenti hai, più devi ricordarti di escluderli in ogni prompt.
Chiusura
Deep research di ChatGPT in Work fa risparmiare ore vere. Basta sapere che quelle ore adesso hanno un contatore, e che il file che esce è ancora una bozza.
Fonti: OpenAI Help Center — ChatGPT Release Notes (9 e 10 settembre 2026) · OpenAI Help Center — Deep research in ChatGPT · OpenAI Help Center — ChatGPT Work e Codex
Articolo scritto con un assistente AI a partire da fonti primarie, pubblicato in automatico e riletto da Stefano Scaffidi Domianello dopo la pubblicazione. Segnalazioni: stefano@scafnet.it