Decreto 179/2026: chi sanziona il chatbot del tuo cliente

Ad agosto ti ho scritto che il chatbot sul sito del cliente deve dichiararsi. Da oggi chi vigila in Italia ha anche il potere di chiederglielo per iscritto, con un termine entro cui farlo. Il decreto 179/2026 entra in vigore il 23 ottobre, e cambia la domanda da «cosa dice la norma» a «cosa succede quando arriva la lettera».

Cosa prevede il decreto 179/2026 entrato in vigore il 23 ottobre?

Il decreto legislativo 7 ottobre 2026, n. 179, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'8 ottobre, adegua la normativa italiana al regolamento europeo sull'intelligenza artificiale. Sono 54 articoli. Quelli che contano per te sono pochi.

Chi controlla. Le due agenzie le aveva già designate la legge 132/2025; il decreto ne fissa i ruoli. L'articolo 4 fa dell'AgID l'autorità di notifica. L'articolo 5 fa dell'ACN, l'Agenzia per la cybersicurezza nazionale, l'autorità di vigilanza del mercato sui sistemi di IA; Banca d'Italia, Consob e IVASS vigilano sull'alto rischio nei loro settori, il Garante privacy nei casi previsti dall'AI Act.

Quanto. L'articolo 23 sanziona la violazione degli obblighi di trasparenza dell'articolo 50 dell'AI Act fino a 15 milioni di euro o al 3% del fatturato mondiale annuo. Per le PMI si applica il criterio dell'articolo 99, paragrafo 6 del regolamento: vale il più basso dei due.

Come. Per le violazioni di scarsa offensività l'autorità può, in alternativa alla multa, ordinare di eliminare l'infrazione entro un termine, o dichiararla pubblicamente (articolo 22). Chi non rispetta l'ordine paga la sanzione aumentata fino a un terzo. I provvedimenti vengono pubblicati per estratto sul sito dell'autorità, salvo i casi in cui va disposta la forma anonima (articolo 24), e non si applica il pagamento in misura ridotta della legge 689/1981.

Perché il decreto sull'AI Act riguarda chi vende consulenza?

Perché la sanzione massima non è il tuo problema. Il tuo problema è il termine.

Nessuno ti chiederà 15 milioni per un chatbot senza avviso su un sito di arredamento. Lo scenario realistico è un altro: una segnalazione, una richiesta dell'autorità, un ordine di mettersi in regola entro una data. Il cliente riceve la lettera e la gira a te, perché il chatbot l'hai installato tu. Da quel momento il tempo corre, e se non rispetti la scadenza la sanzione cresce.

Chi ha un elenco aggiornato di cosa ha messo in produzione, cliente per cliente, risponde in un giorno. Chi non ce l'ha passa la prima settimana a ricostruire quale strumento c'è su quale sito.

Poi c'è la pubblicazione. Un provvedimento con il nome del cliente sul sito dell'autorità è un danno che nessun contratto ripara, e il cliente si ricorderà chi gli aveva venduto il sistema.

Sulla responsabilità formale serve chiarezza, non paura. L'articolo 50 mette l'avviso del chatbot a carico del fornitore, cioè chi sviluppa il sistema, o lo fa sviluppare, e lo mette in servizio con il proprio nome: nella maggior parte dei casi è il cliente, non tu. Ma sei l'unico che sa cosa c'è dentro. Chi risponde formalmente lo stabilisce il legale del cliente. Cosa va corretto lo sai solo tu.

C'è un secondo punto, meno visibile. L'articolo 41 del decreto dice che le decisioni finali sul rapporto di lavoro, comprese valutazioni delle prestazioni e provvedimenti disciplinari, non possono essere prese solo da un sistema automatizzato: decide una persona fisica, e la decisione presa in violazione è nulla. Se per un cliente hai costruito un'automazione che assegna punteggi ai dipendenti e manda esiti senza passaggi umani, va rivista. La selezione delle candidature, invece, il decreto la esclude espressamente dalle decisioni finali.

AI Act in Italia, cosa ti espone

Cosa fare questa settimana dopo il decreto 179/2026?

  1. Completa l'inventario. Se l'hai fatto ad agosto, aggiornalo; se no, è il momento. Una riga per cliente: strumento, dove è installato, chi lo ha configurato, data.
  2. Apri ogni chatbot come un utente. L'avviso che stai parlando con un'IA deve comparire al più tardi alla prima interazione, in modo chiaro e distinguibile. Fai uno screenshot e conservalo con la data: è la prova più economica che esista.
  3. Cerca le automazioni che decidono su persone. Valutazioni, turni, richiami: controlla che ci sia un passaggio in cui una persona approva prima che l'esito parta.
  4. Scrivi due righe nel contratto. Nei prossimi preventivi con componenti IA: chi è il fornitore del sistema, cosa comprende la configurazione dell'avviso, entro quanto intervieni se arriva una richiesta dell'autorità.

Cosa NON fare dopo l'entrata in vigore del decreto?

Chiusura

Una norma senza sanzioni si archivia. Questa da oggi ha una procedura e un indirizzo, e l'unica difesa che costa poco è sapere cosa hai consegnato.

Fonti: Decreto legislativo 7 ottobre 2026, n. 179 — Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 234 dell'8 ottobre 2026 · Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act), testo consolidato al 27 luglio 2026 — EUR-Lex · Legge 24 novembre 1981, n. 689, articolo 16 — Normattiva

Articolo scritto con un assistente AI a partire da fonti primarie, pubblicato in automatico e riletto da Stefano Scaffidi Domianello dopo la pubblicazione. Segnalazioni: stefano@scafnet.it