Lunedì Shopify ha cambiato chi ricorda al cliente del tuo cliente il carrello che ha lasciato. Finora eri tu, con il flusso che hai costruito e che misuri ogni mese. Da questa settimana, per chi ha un account Shop, lo fa anche Shop. Con notifiche che il negozio non può toccare.
Cosa è successo davvero
Il 5 ottobre il changelog di Shopify ha annunciato che Shop può verificare chi è l'acquirente mentre naviga il negozio, prima dell'acquisto. Per gli utenti Shop: checkout più veloce, carrello sincronizzato fra dispositivi, accesso con un tocco, pulsante Shop Pay precompilato. E un punto che il changelog chiama built-in recovery: Shop ricorda agli acquirenti di completare i carrelli lasciati. La funzione ora vale su tutti i browser.
La guida sull'esperienza Shop aggiunge tre dettagli. La sincronizzazione dell'attività è attiva di default per tutti gli utenti Shop, e così quella del carrello. Shop Pay e l'accesso con Shop sono un servizio diretto di Shopify ai consumatori: i dati li raccoglie Shopify, anche durante la navigazione, secondo la propria privacy policy. E il negozio non può personalizzare le notifiche che i clienti ricevono da Shop.
La guida sulle funzioni di accesso chiude il cerchio: con Shop Pay attivo, Sign in with Shop è acceso in automatico e si toglie solo disattivando Shop Pay. Senza Shop Pay è attivo di default, ma si spegne da Impostazioni > Account clienti.
Perché riguarda te che vendi consulenza
Pensa al negozio di un tuo cliente con Shop Pay acceso, cioè la configurazione più comune. Hai costruito il flusso del carrello abbandonato: prima email dopo un'ora, seconda il giorno dopo, uno sconto alla terza. Ogni mese porti nel report quanto ha recuperato.
Da lunedì una parte di quei clienti riceve un secondo promemoria che non hai scritto tu. Non sai quando arriva, non sai cosa dice, non puoi coordinarlo con il tuo. Nelle guide che ho letto Shopify non ne dice di più, e la guida sui checkout abbandonati non lo nomina.
Le conseguenze per te sono tre.
Il numero del report diventa meno tuo. Gli strumenti email di solito attribuiscono la vendita a chi ha ricevuto o aperto il messaggio entro una finestra di giorni. Un cliente tornato con la notifica di Shop può quindi finire nel tuo conteggio. Il tasso di recupero può restare uguale o salire senza che il merito sia tuo. Oppure scendere, perché Shop arriva prima.
Lo sconto alla terza email perde senso. Se Shop riporta il cliente al carrello dopo poche ore, lo sconto che avevi messo come ultima leva rischia di andare a chi sarebbe tornato comunque.
Il cliente non ha scelto niente. La funzione è arrivata con Shop Pay già attivo. Se il negozio ha un'informativa privacy scritta da un consulente, quella persona deve sapere che Shopify dichiara di raccogliere dati di navigazione per conto proprio sul suo sito. Io non dico se cambia qualcosa sul piano legale: dico che chi segue la parte privacy deve saperlo da te, non da un reclamo.
La mia posizione: non è un problema da risolvere, è un canale in più da mettere nel conto. Shop riconosce solo chi ha già un account Shop, quindi il perimetro è una parte dei visitatori, non tutti. Ma è la parte più propensa a comprare, cioè proprio quella che il tuo flusso recupera meglio.
Cosa fare questa settimana
- Fai l'elenco dei negozi con Shop Pay attivo. Da Impostazioni > Pagamenti di ogni cliente. Sono quelli dove il promemoria di Shop è già acceso e non si spegne senza togliere Shop Pay.
- Segna il 5 ottobre nel report di ottobre. Una riga: da quella data il recupero dei carrelli ha un secondo canale fuori dal flusso. Se a novembre il tasso cambia, la spiegazione c'è già.
- Guarda le prossime quattro settimane prima di toccare il flusso. Confronta tasso di recupero e vendite recuperate per email con le quattro settimane prima del 5 ottobre. Se il recupero dalla prima email cala e il totale tiene, Shop sta arrivando prima di te.
- Avvisa chi segue la privacy del cliente. Un messaggio con il link alla guida Shopify e la frase sulla raccolta diretta dei dati. Poi decide lui.
Cosa NON fare
- Non disattivare Shop Pay per togliere il promemoria. Togli anche il checkout accelerato e i dati di pagamento salvati per tutti i clienti. È una scelta che pesa sulla conversione e spetta al cliente, non a una riunione sul flusso email.
- Non prenderti il merito di un recupero in crescita. Se a ottobre il tasso migliora, prima di scriverlo nel report verifica se hai cambiato qualcosa tu. Se non hai cambiato niente, il numero dice qualcosa su Shop, non sul tuo copy.
Chiusura
Il flusso che hai costruito funziona ancora. Solo che da lunedì non parla più da solo.
Fonti: Faster checkout, carts synced across devices via Shop (Shopify Changelog) · Shop app customer experience (Shopify Help Center) · Shop sign-in features (Shopify Help Center) · Recovering abandoned checkouts (Shopify Help Center)
Articolo scritto con un assistente AI a partire da fonti primarie, pubblicato in automatico e riletto da Stefano Scaffidi Domianello dopo la pubblicazione. Segnalazioni: stefano@scafnet.it