Il cliente chiede se compare nelle risposte dell'AI. Finora la risposta onesta era un mezzo sì: qualche prova a mano, uno strumento a pagamento che campiona le domande. Da ieri Bing dà qualcosa di diverso: la lista delle domande su cui le sue risposte AI citano altri siti e non il suo.
Cosa è successo davvero
Il 13 ottobre Microsoft ha annunciato Topics Portfolio, una funzione in beta dentro il report AI Performance di Bing Webmaster Tools. Raggruppa per tema le grounding queries, cioè le ricerche che il sistema usa per costruire e citare una risposta, su cui il sito compare.
Per ogni tema mostra tre misure: Topic Size, le citazioni approssimate di tutti i siti nel periodo; Sites Cited, quanti siti vengono citati; Queries, quante domande distinte ci sono. Sotto c'è l'elenco delle Opportunity Queries: le domande in cui compaiono altri siti e non il tuo, con i volumi in fasce e non in numeri esatti. Il periodo si sceglie fra uno, due o tre mesi.
I limiti li scrive Microsoft: la classificazione dei temi è fatta dall'AI e può sbagliare, i temi con poca attività non compaiono, i siti piccoli possono vedere un elenco corto o non vedere la scheda, e fra le opportunità possono finire ricerche con il marchio di un concorrente. I numeri vanno letti «come segnali direzionali», non come un registro preciso.
Il report AI Performance, come spiegava Microsoft a giugno, misura le citazioni in Copilot, Bing e alcune esperienze AI di partner. I temi esistevano già da allora; la novità è la parte sulle opportunità e sulla dimensione dei temi.
Perché riguarda te che vendi consulenza
Cambia la materia prima del piano editoriale. Fino a oggi il piano per la visibilità nelle risposte AI partiva da ipotesi: domande scritte a tavolino, provate a mano. Qui hai domande prese dall'attività reale di Bing, già raggruppate, su cui qualcuno viene citato e il cliente no. È il genere di lista che giustifica un articolo, una pagina di servizio riscritta, una FAQ.
Ma è una finestra sola. Il report guarda l'ecosistema Microsoft. Se lo porti al cliente come «la nostra visibilità nell'AI», tra tre mesi qualcuno ti chiederà perché su Google le cose vanno diversamente, e non avrai una risposta. Va presentato per quello che è: un campione affidabile di un canale, utile per decidere cosa scrivere, non un punteggio da mettere in copertina.
Non dice chi vince. Le colonne descritte nel post non elencano i domini citati al posto del cliente. Sai dove manca, non chi c'è. Per il nome del concorrente servono ancora le prove a mano sulle domande che contano.
I clienti piccoli potrebbero non vederla. Microsoft lo dice in chiaro. Prima di metterla in un preventivo, verifica che la scheda esista davvero sugli account dei clienti che segui. Un servizio venduto su un dato che non compare è il modo più rapido di perdere credibilità.
C'è un rischio di metodo. Le opportunità sono domande dove altri vengono citati. Non tutte valgono per il cliente: alcune sono fuori dal suo mercato, altre sono ricerche col marchio di un concorrente. Senza un filtro umano diventano un elenco di articoli da scrivere che non porta niente.
Cosa fare questa settimana
- Controlla chi ha già Bing Webmaster Tools. Per ogni cliente in cui la visibilità AI è una voce del lavoro, verifica che il sito sia verificato e che il report AI Performance mostri dati. Dove non c'è, aggiungilo: senza storico non hai niente da confrontare.
- Apri la scheda Topics e annota chi la vede. Fai l'elenco dei clienti in cui compare e di quelli in cui non compare. È la base per decidere a chi proporla e a chi no.
- Copia le Opportunity Queries di un cliente e filtrale a mano. Togli quelle col marchio di altri e quelle fuori dal suo mercato. Quello che resta, confrontalo con le query di Search Console: se una domanda compare in entrambi i posti, è la prima candidata per un contenuto.
- Aggiungi una riga al report mensile, con l'etichetta giusta. Qualcosa come «citazioni nelle risposte AI di Bing e Copilot, dato beta e approssimato». La precisione dell'etichetta ti protegge quando il numero cambia da un mese all'altro senza motivo apparente.
Cosa NON fare
- Non vendere la scheda come misura della visibilità AI del cliente. Copre Copilot, Bing e alcuni partner, è in beta e Microsoft stessa chiede di leggerla come segnale direzionale.
- Non trasformare le opportunità in un calendario di articoli senza filtrarle. Una domanda dove citano altri non è per forza una domanda dove il cliente deve esserci.
Chiusura
Per la prima volta una piattaforma ti dice dove l'AI cita gli altri: usalo per scegliere cosa scrivere, non per promettere dove il cliente comparirà.
Fonti: Microsoft Bing Blog — Introducing Topics Portfolio (Beta) in AI Performance (13/10/2026) · Microsoft Bing Blog — New AI Visibility Insights in Bing Webmaster Tools (16/06/2026)
Articolo scritto con un assistente AI a partire da fonti primarie, pubblicato in automatico e riletto da Stefano Scaffidi Domianello dopo la pubblicazione. Segnalazioni: stefano@scafnet.it